SIBO e reflusso: che legame c'è?

Il reflusso gastroesofageo è una patologia molto diffusa e in tanti ne curano i sintomi controllando l’iperacidità. Tale affermazione non è...


Il reflusso gastroesofageo è una patologia molto diffusa e in tanti ne curano i sintomi controllando l’iperacidità. Tale affermazione non è del tutto esatta: la causa del reflusso e del bruciore non è dovuta all’iperacidità, ma dallo stretto legame che c’è con la SIBO.


IL REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO


E’ molto diffusa la tesi che reflusso e bruciore siano causati dall’iperacidità gastrica. Recenti studi hanno dimostrato che tale malattia  si manifesta in presenza di malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore (LES), la valvola che separa lo stomaco dall’esofago.


Se la valvola funziona in maniera corretta, il reflusso non si verifica.

Al contrario, se lo sfintere presenta un difetto funzionale, l’acido risale verso l’esofago e inizia ad accusare bruciore, anche se la quantità è in una minima quantità.


Risulta chiaro che invece di intervenire sull’acidità di stomaco, bisogna capire perchè la valvola LES non funziona in maniera ottimale.


Uno dei motivi per cui lo sfintere esofageo inferiore non funziona correttamente è l’aumento della pressione intra-addominale. Come per la SIBO, la produzione eccessiva di gas crea sulla valvola LES una pressione tale che la valvola stessa non riesce a contrastare.


Chiarito questo concetto, bisogna capire perchè lo stomaco si riempie di gas. La sensazione di avere la “pancia che scoppia” è abbastanza familiare, soprattutto se si è mangiato più del solito. La conseguente acidità non è causata dall’eccessiva quantità di acido gastrico impegnato in fase di digestione, ma dallo stomaco che si riempie di gas e, comprimendo la valvola LES, fa risalire l’acido.


L’assimilazione in maniera errata dei carboidrati comporta l’aumento della pressione intra-addominale. La proliferazione batterica nell’intestino tenue aumenta quando i carboidrati vengono parzialmente digeriti, rilasciando nello stomaco i gas che causano gonfiore.


Al contempo, le proteine parzialmente digerite iniziano a produrre idrogeno, conseguenza della diminuzione di acido nello stomaco e della non corretta digestione dei carboidrati.


Se il pH dell’acido gastrico è contenuto tra 1 e 3, i batteri non sopravvivono a lungo. Se invece l’acidità si alza, si verificano i problemi che causano la pressione intra-addominale e il reflusso.


La vera causa del bruciore di stomaco e del reflusso non è l’iperacidità ma la scarsa acidità.


REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO E SIBO


Risulta impossibile trattare il bruciore di stomaco senza conoscerne la causa. Per curare il reflusso, pertanto, è indispensabile accertare la presenza della SIBO.


Ridurre i carboidrati apporta sicuramente un miglioramento: infatti, fino al raggiungimento dell’acidità ottimale, la digestione non sarà mai corretta, comportando sempre la proliferazione batterica.


Una volta accertata la SIBO tramite l’apposito esame, bisogna dapprima eliminare completamente i batteri e successivamente ripristinare il livello ottimale pH dello stomaco. 


Solo in questa fase si procede con il ripopolamento del microbiota intestinale integrando una dieta ricca di acidi grassi a corta catena.


RELAZIONE TRA DIAFRAMMA RIGIDO DISBIOSI INTESTINALE E REFLUSSO GASTRICO


Le tossine, prima di essere smaltite, passano dal fegato che le rende meno nocive. Da qui vengono inviate agli organi emuntori per essere espulse.


Il diaframma riduce lo scarico perchè, spingendo sui visceri addominali, causa una sorta di blocco circolatorio addominale, comportando il ristagno venoso a livello di fegato, stomaco, pancreas e intestino.


Nell’apparato digerente questo comporta una disbiosi, uno squilibrio microbico causa di reflusso, muco e gastrite. L’aumento di batteri ostili per l’organismo si verifica quando fegato, pancreas o stomaco non metabolizzano correttamente gli alimenti.


Il cibo ingerito arriva liquido all’intestino tenue. Se ciò non avviene, batteri e funghi si moltiplicano per accelerare la sua trasformazione. 


L’intervento di questi batteri è utile se avviene di rado, se inizia a verificarsi con una certa frequenza può insorgere la disbiosi fermentativa o la SIBO. Si parla di disbiosi se la proliferazione avviene nel colon, se invece si verifica nel tenue si parla di SIBO.


PROTEGGI IL TUO INTESTINO: COME INTERVENIRE


L’helicobacter pylori è un batterio patogeno che vive nell’apparato digerente. All’aumentare del livello di acidità dello stomaco, il batterio si attiva, creando un ambiente a lui favorevole sopprimendo l’acidità. Il batterio divora le mucose, attivando sintomi che quali bruciore e dolori gastrico, eruttazione, reflusso gastroesofageo e nausea, fino ad arrivare a ulcere e gastriti.


Il ricorso a rimedi naturali (bicarbonato) o a medicinali genera un circolo vizioso, in quanto, nel tentativo di alzare il livello di acidità, attiva la proliferazione batterica e aumenta la pressione intra-addominale, cause, rispettivamente, di gas, bruciore e reflusso. Se non trattato correttamente il problema si cronicizza, degenerando in gastrite.


L’utilizzo di antiacidi non è la soluzione giusta per combattere il reflusso gastro-esofageo, visto che l’helicobacter pylori si rafforza in un ambiente con scarsa acidità. Pertanto, il livello basso di acidità dello stomaco favorisce la proliferazione batterica accennata poco fa, diventando lei stessa la causa.


QUALCHE CONSIGLIO PRATICO

Esistono dei "trucchi" per stare meglio per chi soffre di reflusso gastro-esofageo aggravato da una condizione di SIBO. Il reflusso può essere alleviato con questi accorgimenti:

  • fai pasti frequenti e non troppo abbondanti;
  • non mangiare troppo la sera, appesantire lo stomaco non ti aiuta;
  • evita l'alcool;
  • evita gli alimenti che possono irritare filtrato gastroesofageo come caffè, pomodori, spezie particolarmente piccanti e cibi industriali e preconfezionati;
  • evita un abbigliamento costrittivo (pantaloni troppo stretti, cinture, ecc.);
  • gestisci al meglio lo stress e pratica discipline dolci come lo yoga, camminare molto e - ancora, la mindfulness;
  • scegli un'alimentazione bilanciata e, se sei sovrappeso, prenditi cura del tuo corpo con una dietoterapia (evita il fai da te); 
  • smetti di fumare subito!
Se hai dubbi sulla tematica appena trattata non perdere altro tempo e scrivici un'email a sosintestino@gmail.com, possiamo aiutarti a stare bene davvero.
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SOS INTESTINO: SIBO e reflusso: che legame c'è?
SIBO e reflusso: che legame c'è?
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