Microbiota e alcol: tutto quello che devi sapere

L' Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l' alcol come uno dei peggiori rischi per la salute: l'abuso di bevande al...


microbiota e alcol



L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l'alcol come uno dei peggiori rischi per la salute: l'abuso di bevande alcoliche è costato la vita, nel solo 2016, a 3 milioni di persone nel mondo, mentre molte altre sono state coinvolte in incidenti o hanno sviluppato malattie di vario genere. In particolare, il consumo di alcol sembra favorire affezioni a carico di fegato (steatosi, epatite alcolica, cirrosi), apparato digerente (ulcere, gastrite), muscolo cardiaco (scompenso, ipertensione arteriosa), sistema nervoso (convulsioni, atrofia cerebellare) e immunitario (riduzione delle difese , maggior rischio di contrarre infezioni). In tale contesto, merita però certamente un approfondimento l'impatto delle bevande alcoliche sul microbiota intestinale.


Che cos'è l'alcol e come viene metabolizzato


L'alcol è una bevanda tossica e potenzialmente cancerogena in grado di causare vere e proprie forme di dipendenza; non apporta alcun beneficio al corpo e danneggia cellule quali epatociti e  neuroni. 


L'alcol ingerito viene parzialmente assorbito dallo stomaco (2%) per essere poi reimmesso nel sangue (attraverso il primo tratto intestinale) e raggiungere, dopo circa un'ora, gli altri distretti corporei con una maggiore concentrazione in muscoli e tessuto adiposo.


L'alcol rimane però una sostanza tossica e, in quanto tale, deve essere metabolizzata dal fegato (laboratorio chimico dell'organismo) al fine di renderla inoffensiva. L'alcol etilico (o etanolo), contenuto nella bevanda, viene dunque trasformato in acetaldeide mediante una reazione di ossidazione catalizzata dall'enzima alcol-deidrogenasi. L'acetaldeide può, però, danneggiare il sistema nervoso e viene, quindi, ossidata ad acetato mediante reazione catalizzata dall'enzima acetaldeide deidrogenasi.







L'acetato viene successivamente rilasciato dal fegato e trasferito, attraverso il circolo ematico, in altri tessuti dove viene convertito, specie a livello cardiaco, in acetil-CoA. Quest'ultimo va, infine, incontro a un triplice destino. 

    • Ingresso nel ciclo di Krebs e successiva produzione di energia.

    • Trasformazione in corpi chetonici in caso di ubriacatura.
    • Sintesi di acidi grassi che si legano, successivamente, al glicerolo per formare i trigliceridi (riserva energetica)

Alcool e disbiosi intestinale


Il microbiota intestinale è costituito da una moltitudine di microrganismi che differiscono da individuo a individuo in relazione a fattori quali età, sesso, abitudini alimentari, terapie farmacologiche, eventuali malattie e molto altro ancora. 


Il consumo di alcol sembra però favorire, come emerso da studi condotti con l'ausilio di tecniche quali PCR e Shotgun sequencing, lo sviluppo di uno squilibrio microbico (disbiosi intestinale) con aumento della concentrazione delle specie batteriche pro-infiammatorie (Proteobacteria) e  parallela diminuzione dei livelli delle specie antinfiammatorie  (Bacteroides,  Firmicutes). 


Molti batteri, per i quali si segnala un aumento della concentrazione a seguito del consumo di alcol, liberano inoltre le cosiddette endotossine, sostanze in grado di modulare la risposta immunitaria intestinale e danneggiare l'organo epatico cui arrivano tramite la circolazione portale


La disbiosi mette, inoltre, a dura prova l'asse fegato-intestino perchè la barriera intestinale risulta compromessa favorendo così la diffusione di sostanze e microrganismi nel circolo ematico con conseguente attivazione dei recettori immunitari epatici e della cascata immunitaria che, se non trattata, può causare la trasformazione del tessuto epatico fisiologico in tessuto fibroso inerte.





La permeabilità della barriera intestinale e il consumo di alcol


La parete intestinale separa il contenuto del lume dal circolo ematico, possibile veicolo di agenti patogeni, antigeni e sostanze tossiche in altri distretti corporei. L'alcol e i suoi sottoprodotti metabolici ne alterano, però, la permeabilità e tale condizione trova conferma in diversi studi condotti su campioni di persone dedite al consumo di bevande alcoliche. In particolare, si osserva una marcata iperpermeabilità intestinale documentata da un aumento dell'escrezione renale di marcatori che, in presenza di barriera integra, non vengono solitamente assorbiti. 


Il consumo di alcol danneggia, inoltre, la mucosa intestinale compromettendo la corretta funzionalità della barriera: le endotossine batteriche entrano nel circolo sistemico contribuendo così allo sviluppo del danno epatico.  


Come contrastare gli effetti dell'alcol sul microbiota


I danni derivanti dal consumo di bevande alcoliche possono essere trattati con successo tramite assunzione di probiotici; le terapie a base di  Lactobacillus GG migliorano, per esempio, l'integrità della barriera intestinale riducendo così la possibile diffusione di tossine potenzialmente nocive. 


In alternativa, si possono assumere integratori di acidi grassi saturi a catena lunga per ripristinare le condizioni di eubiosi intestinale e integratori di zinco per correggere l'iperpermeabilità.



Conclusioni


Il consumo di bevande alcoliche è una delle più grandi piaghe del mondo e gli ultimi dati dell'Osservatorio nazionale alcol dell'Istituto Superiore di Sanità non possono fare altro che confermare il trend negativo; in Italia, i consumatori di alcolici sono circa 8,6 milioni e tra questi ci sono 2,7 milioni di anziani e 700 mila under 18. I danni provocati dall'alcol sono innumerevoli e tra questi   cirrosi epatica, pancreatite, neoplasie, epilessia, demenza e molto altro ancora. Rivestono, però, particolare interesse l'alterazione del microbiota intestinale con sviluppo di disbiosi e conseguente aumento della concentrazione delle specie batteriche pro-infiammatorie e la confermata alterazione della permeabilità della barriera intestinale. Ridurre o azzerare il consumo di alcol è, dunque, fondamentale per preservare la propria salute, ma è altrettanto importante riparare i danni riportati con l'ausilio di terapie a base di probiotici (Lactobacillus GG), integratori di acidi grassi a catena lunga e zinco.


Bibliografia


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  2. Patrick P. Lowe, Benedek Gyongyosi, Abhishek Satishchandran, Arvin Iracheta-Vellve, Aditya Ambade, Karen Kodys, Donna Catalano, Doyle V. Ward, Gyongyi Szabo, Alcohol-related changes in the intestinal microbiome influence neutrophil infiltration, inflammation and steatosis in early alcoholic hepatitis in mice
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  4. Phillip A. Engen, Stefan J. Green, Ph.D.,Robin M. Voigt, Ph.D.,Christopher B. Forsyth, Ph.D., and Ali Keshavarzian, M.D. The Gastrointestinal Microbiome Alcohol Effects on the Composition of Intestinal Microbiota
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