LA STIPSI: IMPARIAMO A CONOSCERLA

La stipsi (o costipazione ) è un disturbo molto frequente che può presentarsi a qualsiasi età; colpisce anziani, adulti, neonati e bambini...

La stipsi (o costipazione) è un disturbo molto frequente che può presentarsi a qualsiasi età; colpisce anziani, adulti, neonati e bambini con una maggiore incidenza nelle donne over 60; si tratta di complesse e sporadiche evacuazioni nel corso delle quali si avverte una sensazione di incompleto svuotamento intestinale. Questa fastidiosa condizione mina la qualità di vita delle persone esponendole, inoltre, al rischio di sviluppare gravi affezioni quali prolasso anorettale e neoplasia al colon.
Stili di vita sani, dieta ad alto tenore di acqua e fibre e terapie naturali sono, dunque, essenziali per ripristinare la corretta attività intestinale.

1. La fisiologia dell'intestino crasso
L'intestino crasso fa parte dell'apparato digerente, è anatomicamente suddiviso in sei tratti (cieco, colon ascendente, colon trasverso, colon discendente, sigma e retto) e sovrintende a tre importanti funzioni:
  • assorbimento acqua ed elettroliti;
  • produzione e assorbimento di vitamine;
  • formazione e spostamento delle feci verso il retto per la successiva eliminazione. 
L'intestino crasso si occupa, più nel dettaglio, degli alimenti non digeribili (chimo): il colon ascendente assorbe l'acqua e i restanti nutrienti, mentre il chimo si solidifica formando le feci che vengono trasferite nel colon discendente; segue la contrazione del sigma con aumento della pressione interna all'organo e conseguente spostamento della massa fecale nel retto in attesa di defecazione (atto fisiologico nel corso del quale le feci vengono solitamente rilasciate, con frequenza soggettiva, senza sforzo, fastidio ed eccessiva tensione addominale). Espulsioni sporadiche e dolorose per almeno tre mesi sono, invece, sintomo di stipsi secondo quanto riportato dall'American College of Gastroenterology. 


1.2. Le principali cause della stipsi
I fattori interni ed esterni all'organismo che concorrono all'insorgenza della costipazione sono molteplici.
  • Funzionale o ritentivo: stipsi riconducibile a comportamenti di ritenuta fecale in assenza di cause organiche.
  • Anatomico: atresia anale, spostamento anteriore dell'ano, ano imperforato e stenosi intestinale o anale.
  • Anomalie ricondubili alla muscolatura: sindrome della pancia a prugna, gastroschisi e distrofia muscolare. 
  • Anomalia del nervo intestinale: pseudo-ostruzione, displasia neuronale intestinale, midollo legato e spina bifida.
  • Terapie farmacologiche: antidepressivi, anticolinergici, narcotici e possibile intossicazione da vitamina D. 
  • Cause metaboliche ed endocrine: ipopotassiemia, ipercalcemia, ipotiroidismo e diabete mellito.
  • Patologie e affezioni croniche: neoplasie, sindrome dell'intestino irritabile, SIBO e sindrome dell'intestino permiabile.
  • Sedentarietà: la scarsa attività fisica preclude il rafforzamento della muscolatura addominale inficiando la motilità intestinale. 
  • Altri fattori: celiachia, allergia alle proteine del latte vaccino, sclerodermia e fibrosi cistica. 
1.3. Come diagnosticare la stipsi 
L'iter diagnostico di una probabile stipsi si fonda su anamnesi del paziente, analisi delle abitudini intestinali e test clinici da eseguirsi, caso per caso, in relazione alla sintomatologia riferita. Gli accertamenti diagnostici comprendono:
  • esame fisico completo comprensivo di test neurologici;
  • esame rettale digitale;
  • esami del sangue (emocromo completo, profilo biochimico, calcio sierico, glicemia e test per la funzionalità tiroidea);
  • accertamenti radiografici;
  • test per la funzionalità del colon;
  • test per la funzionalità anorettale.
In fase di accertamenti, non si possono inoltre non considerare i criteri diagnostici di Roma III nell'ambito dei disordini funzionali gastrointestinali. I sintomi da non sottovalutare in caso di probabile stipsi sono:
  • feci dure o grumose;
  • sforzo eccessivo nel corso dell'evacuazione;
  • sensazione di evacuazione non completa;
  • sensazione di ostruzione o blocco anorettale;
  • ricorso a manovre digitali per favorire l'evacuazione;
  • numero di defecazioni settimanali inferiore a tre.
Un paziente affetto da costipazione accusa due o più sintomi nel corso del 25% delle defecazioni e tali manifestazioni devono insorgere, al fine di formalizzare la diagnosi, almeno sei mesi prima della data d'inizio degli accertamenti e ripresentarsi per tre mesi

1.4. Le complicanze della stipsi
La stipsi può favorire, se non adeguatamente trattata, l'insorgenza di complicanze quali:
  • emorroidi;
  • ragadi anali;
  • prolasso rettale;
  • fissurazione anale;
  • malattia diverticolare;
  • fecaloma;
  • compromissione del controllo della vescica.
1.5. Come trattare la stipsi
La costipazione presenta una prognosi benevola a fronte di un adeguato trattamento. Le soluzioni proposte comprendono:
  • dieta con maggiore apporto di fibre;
  • terapie farmacologiche a base di lassativi;
  • attività motoria;
  • terapie naturali;
  • integratori per la gestione dei sintomi in fase acuta.  

Dieta con maggiore apporto di fibre e acqua
La costipazione è spesso associata alla scarsa assunzione di fibre (solubili e insolubili) ed è per questo motivo e in virtù dei tanti benefici che gli specialisti suggeriscono di ingerirne quotidianamente 20-35 grammi. 
  • Effetto probiotico: le fibre non vengono digerite, ma sono sottoposte a un processo di fermentazione da parte della flora batterica intestinale con conseguente produzione di acidi grassi a catena corta e alcoli (elementi che forniscono energia al corpo).
  • Incremento della velocità di transito intestinale.
  • Migliore peristalsi intestinale.
Le fibre conferiscono, inoltre, più massa e morbidezza alle feci favorendo così la corretta evacuazione. Le modifiche apportate alla dieta non sono però sempre risolutive in termini di stipsi e può essere necessario assumere integratori dedicati.
  • Chitosano: sostanza derivante dalla chitina (elemento presente nel guscio dei crostacei) che si contraddistingue per la sua capacità di formare gruppi amminici a carica elettrostatica positiva quando entra in contatto con i succhi gastrici. I gruppi amminIci si legano, quindi,  agli acidi grassi e biliari inficiandone l'assorbimento intestinale e favorendo l'escrezione lipidica con le feci.
  • Glucommanano: fibra idrosolubile nota per le sue innumerevoli proprietà benefiche. Regola la glicemia, abbassa i livelli di colesterolo nel sangue, stimola l'intestino pigro e combatte la stitichezza. Il glucommanano, entrato in contatto con l'acqua, si gonfia determinando l'aumento di volume delle feci e l'accelerazione della velocità di transito delle scorie all'interno dell'intestino.
Nel 50% dei casi trattati con opportuna dieta ad alto tenore di fibre, integratori e attività fisica, si osserva una regressione dei sintomi associati alla stipsi. Nei restanti, la persistenza  degli stessi può essere invece imputata a un eccesso di fibre: il tratto gastrointestinale risulta congestionato ed è, dunque, necessario ridurre l'introito di tali nutrienti seguendo, per almeno due settimane, i seguenti accorgimenti. Segue successiva rivalutazione dei sintomi nelle sedi più opportune.
  • Eliminare i legumi per un periodo di 10 giorni per reintrodurli poi gradualmente iniziando dalle lenticchie decorticate
  • Aumentare le porzioni di cereali raffinati di alta qualità quali orzo perlato, miglio, polenta di mais e riso basmati.
  • Dimezzare le porzioni di verdura privilegiando zucchine, zucca, porri, finocchi e carote.
  • Limitare il consumo di frutta a una sola porzione quotidiana (mela, arancia, melone, pesca).
  • Assumere 10-20 grammi di frutta secca già pelata (mandorle, arachidi).
  • Bere acqua tiepida a partire dal mattino e nel corso dell'intera giornata.
  • Condire le pietanze con olio extravergine di oliva per ammorbidire le feci e favorire la giusta motilità intestinale.

Terapie farmacologiche a base di lassativi
I lassativi sono farmaci volti a promuovere o accelerare la defecazione e possono essere classificati in relazione al meccanismo d'azione.  
  • Lassativi osmotici (lattulosio, sali di magnesio, sorbitolo, mannite e tamarindo): raggiungono l'intestino dove richiamano e trattengono ingenti quantità d'acqua conferendo così alle feci una consistenza più morbida. Si assumono a stomaco vuoto e sotto stretto controllo medico perché possono causare disturbi renali e squilibri elettrolitici. Sono controindicati ad anziani, bambini e soggetti affetti da patologie renali e cardiache.
  • Lassativi stimolanti (cascara, senna): aumentano la motilità e la secrezione intestinale favorendo l'evacuazione entro 6-8 ore dall'assunzione. Sono generalmente ben tollerati, ma un eventuale sovradosaggio può causare colite ipotonica con compromissione della funzionalità della muscolatura del colon; sono controindicati in gravidanza e allattamento.
  • Lassativi emollienti (glicerina, olio di vaselina): si mescolano al materiale fecale e lo lubrificano per renderlo più morbido.  Riducono gli sforzi associati all'evacuazione causando, in caso d'abuso, fenomeni di malassorbimento di vitamine liposolubili (A, D, E, K) e minerali (calcio, fosforo).
  • Lassativi di massa (crusca, semi di lino, semi di psillio): raggiungono l'intestino e assorbono acqua dal lume conferendo così maggiore volume e morbidezza alle feci. Aiutano il transito intestinale, ma vantano un meccanismo d'azione più lungo (gli effetti sono visibili dopo 14-72 ore dall'assunzione). Sono farmaci estremamente sicuri, ma è bene non abusarne al fine di evitare l'insorgenza di meteorismo e lo sviluppo di ostruzioni intestinali. I lassativi di massa sono controindicati in presenza di stenosi esofagee o gastrointestinali. 

Attività motoria
L'attività fisica, eseguita con regolarità, favorisce l' evacuazione e combatte la stipsi cronica. 
  • Esercizi cardio (corsa, nuoto, ciclismo, camminata veloce): aumentano la frequenza respiratoria e cardiaca sollecitando così l'intestino. Allontanano inoltre lo stress, nemico numero uno di questo disturbo.
  • Yoga: alcune posizioni promuovono la circolazione sanguigna e massaggiano gli organi dell'apparato digerente. La pratica costante riduce il gonfiore addominale, previene la costipazione, migliora la digestione e combatte lo stress.
  • Ginnastica pelvica: la defecazione si fonda sulla contrazione dei muscoli addominali e la distensione del muscolo elevatore dell'ano. Questo non può, però, sovrintendere alla propria funzione in caso di indebolimento dei muscoli del pavimento pelvico. E', dunque, fondamentale allenare tale area con l'ausilio di esercizi a corpo libero.
  • Pranayama (o esercizi di respirazione): pratica volta a rafforzare i muscoli addominali, supportare l'apparato digerente, curare l'insonnia e alleviare stress e ansia.

Terapie naturali
La stipsi può essere trattata, se necessario, con sostanze naturali.
  • Estratto di ravanello nero: vanta un alto contenuto in fibre promuovendo così la corretta peristalsi intestinale e un aumento del volume delle feci.
  • Coriandolo e zenzero: possono essere usati in diverse preparazioni culinarie o assunti di prima mattina con acqua tiepida. Riducono il meteorismo, favoriscono la digestione e combattono la nausea.
  • Fieno greco: presenta un alto tenore di fibre e mucillagini dal potere rispettivamente lassativo e antinfiammatorio. Favorisce l'evacuazione e riduce l'irritazione a carico delle mucose del sistema gastroenterico. 
  • Probiotici e prebiotici: il consumo di yogurt con probiotici e latte fermentato (kefir) migliora la motilità intestinale e aumenta la frequenza di evacuazione.

Integratori per la gestione dei sintomi in fase acuta
I sintomi acuti correlati alla stipsi possono essere gestiti con diversi integratori.
  • Vitamina C e magnesio:  assunti a stomaco vuoto con poca acqua, promuovono la motilità intestinale e favoriscono l'evacuazione in virtù dell'azione lassativa. 
  • Vitamina B5 (o acido pantotenico): stimola la defecazione ed è particolarmente indicata nei soggetti resistenti all'aumento di fibra.


1.6. Gli step per una corretta evacuazione
Vi sono alcune buone norme che, se eseguite al risveglio, possono aiutare l'evacuazione. 
  • Bere 500-750 ml di acqua tiepida
  • Prendere un caffè ristretto sciogliendovi un cucchiaino di olio di cocco (in alternativa ingerire, prima del caffè, un cucchiaino di olio di oliva tiepido)
  • Concedersi una passeggiata all'aperto a passo sostenuto
  • Recarsi in bagno non appena si avvertono i primi stimoli usando un poggiapiedi in modo tale da portare le anche sotto le ginocchia.

Conclusioni
La stipsi è un disturbo molto frequente correlato a cause multifattoriali (interne ed esterne all'organismo) e deve essere trattato nelle sedi più opportune a partire da una valutazione iniziale con esame anorettale e focus su abitudini intestinali, terapie farmacologiche, dieta e attività fisica; gli accertamenti diagnostici mirati vengono, invece, solitamente esclusi in assenza di elementi allarmanti. La costipazione, alla luce di quanto sopra, viene trattata lavorando su stile di vita, dieta e programma di rieducazione dell'intestino; terapie naturali, integratori e lassativi completano il trattamento qualora le precedenti prescrizioni fossero insufficienti.


Bibliografia
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  5. Vanessa C Costilla 1Amy E Foxx-Orenstein, Constipation in Adults: Diagnosis and Management
  6. Jing YangHai-Peng WangLi Zhou, and Chun-Fang Xu Effect of dietary fiber on constipation: A meta analysis

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