SUA MAESTÀ: L’APPARATO DIGERENTE

L ' apparato digerente   è l'insieme degli organi e delle strutture deputate all'assunzione, all'elaborazione e all'...

L'apparato digerente è l'insieme degli organi e delle strutture deputate all'assunzione, all'elaborazione e all'assorbimento dei cibi e all'eliminazione delle parti di cibo non digerite (residui).
Di tutti gli organi che ne fanno parte, focalizzeremo la nostra attenzione su 3 organi principali: lo stomaco, l’intestino tenue e il colon.

COS’È LO STOMACO
Lo stomaco è l'organo deputato all'accoglimento del cibo proveniente dalla bocca, e quindi masticato e parzialmente digerito dagli enzimi della saliva (ecco perchè è importante masticare a lungo e lentamente), da cui arriva tramite il passaggio nella faringe e nell'esofago.
Nello stomaco il cibo viene rimescolato e ulteriormente digerito mediante l'azione dei succhi gastrici, ricco di acido e di enzimi.
L’acido cloridrico prodotto dalle cellule gastriche svolge molteplici funzioni, fra cui un’azione antisettica e quella di favorire l’assorbimento di oligoelementi minerali. L’acido cloridrico infatti inibisce la crescita dei microrganismi e protegge l’intestino dalla possibile colonizzazione da parte di microorganismi patogeni ambientali. Per quanto riguarda gli oligoelementi, l’acido favorisce l’assorbimento del calcio, del ferro.

 Lo stomaco produce inoltre:
  • il fattore intrinseco, necessario per l’assorbimento della vitamina B12, ed è ritenuto fondamentale per dissociare (e successivamente assorbire) la vitamina B12.
  • Il pepsinogeno, un pro-enzima che, grazie all’ambiente acido presente nello stomaco, viene trasformato in pepsina, enzima fondamentale per la digestione delle proteine;
  • Bicarbonato e muco, che svolgono entrambi una funzione protettiva sulla mucosa gastrica, preservandola dall’aggressività dell’ambiente acido dello stomaco.
  • Numerosi ormoni: gastrina, somatostatina e istamina, che intervengono nei meccanismi di stimolazione e inibizione di acido), grelina e leptina, che svolgono principalmente funzioni regolatorie sull’appetito e quindi sul controllo del peso corporeo.
Superiormente lo stomaco comunica con l'esofago mediante una regione anatomica di congiunzione nota con il nome di "cardias", mentre inferiormente sbocca nell'intestino tenue mediante il piloro, una formazione muscolare che regola l'accesso del contenuto gastrico all’intestino.

COS’È L’INTESTINO
L’intestino è la parte dell’apparato digerente compresa tra lo stomaco e l’orifizio anale. Con i suoi 32 metri quadrati di superficie, l’intestino è l’organo interno più esteso del corpo umano. La nostra cavità addominale riesce a contenere tutta la sua lunghezza grazie alla caratteristica forma di tubo flessibile ripiegato su sé stesso. L’intestino ha molteplici funzioni indispensabili per il nostro organismo, come la funzione di assorbimento dei nutrienti, la funzione protettiva da agenti patogeni e la funzione difensiva tramite la sintesi di cellule immunitarie.
Anatomicamente l’intestino si suddivide in due parti principali: l’intestino tenue e l’intestino crasso.

L’intestino tenue
L’intestino tenue inizia dal piloro, una piccola valvola che lo separa dallo stomaco. Si suddivide in tre tratti consecutivi denominati duodeno, digiuno e ileo. L’ultimo tratto termina con la valvola ileo-cecale, che separa l’intestino tenue dall’intestino crasso.
La mucosa intestinale ha una caratteristica: tende ad estroflettersi per formare i villi e i microvilli, che aumentano la superficie assorbente della mucosa intestinale, rendendola ancora più permeabile ai nutrienti, e contemporaneamente formano una barriera difensiva contro eventuali patogeni.
L’attività digestiva intestinale inizia nel duodeno con l’arrivo del chimo, ovvero il cibo parzialmente digerito impastato con enzimi digestivi, proveniente dallo stomaco. A livello duodenale, vengono aggiunti altri tre succhi: il succo pancreatico, che ovviamente proviene dal pancreas, la bile, proveniente dal fegato, ed il succo enterico che viene prodotto direttamente dall'intestino tenue. Tali succhi permettono al duodeno di proseguire la digestione e l’assorbimento dei nutrienti, trasformando il chimo acido (proveniente dallo stomaco) in chilo, un liquido formatosi dall’unione del chimo con le secrezioni intestinali, epatiche e pancreatiche.
All'interno di questo succo ritroviamo molti enzimi capaci di idrolizzare la gran parte dei princìpi nutritivi:
  • L’amilasi pancreatica, un enzima deputato alla digestione dell’amido (l’aggettivo"pancreatica" viene utilizzato per distinguerla dalla ptialina o amilasi salivare che, nonostante la diversa provenienza, ricopre la medesima funzione).
  • Tripsinogeno ed il chimotripsinogeno, due proenzimi secreti in forma inattiva che acquisiscono la capacità di digerire le proteine soltanto dopo essere stati secreti nel lume intestinale, dove vengono attivati dall'enzima enterochinasi per formare tripsina e chimotripsina che agiscono sulle proteine già parzialmente digerite dalla pepsina gastrica.
  • La Lipasi, un’enzima deputato alla digestione dei grassi. Nonostante questi enzimi, la digestione dei lipidi necessita obbligatoriamente di un'ulteriore sostanza, secreta dal fegato e chiamata bile. I principali componenti della bile sono i sali biliari, fondamentali per emulsionare i lipidi, e prodotti di rifiuto come colesterolo e pigmenti biliari. Queste sostanze vengono secrete nell'intestino per essere espulse con le feci e, mentre il colesterolo in eccesso può essere eliminato soltanto tramite questa via, i sali biliari possono essere escreti anche attraverso le urine.
  • Sui microvilli sono presenti enzimi che completano la digestione dei vari princìpi nutritivi: la saccarasi, che porta alla formazione di glucosio e fruttosio a partire da una molecola di saccarosio, la lattasi, che digerisce lo zucchero del latte scomponendolo in una molecola di glucosio ed una di galattosio, e la maltasi, che digerisce il maltosio ed il maltotriosio scomponendoli nelle singole molecole di glucosio che li compongono.
Nella seconda parte del tenue, il digiuno, prosegue l’attività digestiva, mentre nell’ultima parte dell’intestino tenue, l’ileo, avviene un massiccio assorbimento dei nutrienti digeriti, in particolare della vitamina B12, e degli enzimi digestivi.
Al termine di questo tratto troviamo la valvola ileo-cecale che separa l’intestino tenue dall’intestino crasso.

L’intestino crasso
L’intestino crasso costituisce la parte terminale del tubo digerente. È composto da due parti principali: colon e retto. Il colon si suddivide in altri quattro segmenti chiamati cieco, colon ascendente, colon trasverso, colon discendente o sigma.
La digestione nell’intestino crasso prosegue con l’assorbimento di ciò che rimane del cibo ingerito, ovvero acqua, elettroliti e fibre. L’acqua e le fibre vengono impiegati per la formazione delle feci e per alimentare la flora batterica intestinale. La parte iniziale del colon, chiamata intestino cieco, ha una forma a sacca e deve il suo nome alla conformazione anatomica della sua parte finale. Questo tratto termina con una parte “cieca”, ovvero non connessa al resto dell’intestino, ma dotata di un prolungamento chiamato appendice. L’intestino cieco possiede una mucosa piuttosto ispessita in cui le colonie dei batteri intestinali si riproducono per colonizzare in seguito l’intero colon.
Nel colon ascendente, trasverso e discendente avviene il riassorbimento di acqua e sali minerali come magnesio, sodio e potassio grazie al lavoro delle cellule epiteliali presenti nella mucosa. Nella stessa mucosa del colon troviamo anche un altro tipo di cellule, denominate caliciformi, che secernono muco per facilitare il transito delle feci.
La mucosa del colon possiede inoltre un ruolo immunitario, poiché produce una classe di anticorpi denominati Immunoglobuline A. Questi anticorpi ci difendono dall’attacco dei patogeni con un’azione locale intestinale.
Il tubo digerente si conclude con l’intestino retto. La sua breve lunghezza, di 12-15 cm, permette di raccogliere il materiale fecale che viene espulso tramite la defecazione dallo sfintere anale.
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SUA MAESTÀ: L’APPARATO DIGERENTE
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