SIFO: IPERPROLIFERAZIONE FUNGINA DELL'INTESTINO TENUE

I funghi e in particolare la Candida albicans sono normalmente presenti, come noto da decenni, nella flora commensale del sistema digestiv...

I funghi e in particolare la Candida albicans sono normalmente presenti, come noto da decenni, nella flora commensale del sistema digestivo. La concentrazione di Candida albicans aumenta, in modo particolare e progressivo, dall'orofaringe al colon con livelli intermedi in corrispondenza dell'intestino tenue (o piccolo intestino) dove il numero di Candide, in un soggetto normale, rimane sostanzialmente stabile nel tempo.
La stabilità della popolazione di Candide nell'intestino tenue è controllata, allo stato attuale dell'arte, dalla combinazione di diversi fattori quali normale acidità gastrica che uccide i microrganismi ingeriti, motilità propulsiva regolare del piccolo intestino che provvede all'eliminazione di una parte dei migrorganismi presenti in loco e sistema immunitario deputato alla sorveglianza anti-microbica dell’organismo anche attraverso la produzione di anticorpi da parte di cellule immunocompetenti presenti nella mucosa intestinale.
L'eventuale alterazione di uno o più meccanismi di controllo può, però, favorire l'abnorme proliferazione di funghi nel piccolo intestino (SIFO, Small Intestinal Fungal Overgrowth) con conseguente comparsa di sintomi gastro-intestinali.

CAUSE DELLA SIFO
L’eccessiva proliferazione di funghi, particolarmente di Candida albicans, nel piccolo intestino (SIFO) con conseguente comparsa di distrurbi gasto-intestinali è favorita da
innumerevoli fattori.
  • Inappropriato utilizzo di farmaci che riducono la produzione o la disponibiltà di acido cloridrico nello stomaco (inibitori della pompa protonica e anti-acidi). 
  • Scorretto utilizzo di antibiotici.
  • Terapie a base di farmaci immuno-soppressivi e cortisonici.
  • Alterazioni della motilità dell’apparato digerente (Diabete mellito e Dismotilità intestinale a genesi attualmente ignota).
  • Patologie che compromettono la secrezione acida dello stomaco (gastriti atrofiche).
  • Colectomia (asportazioni chirurgiche del colon con conseguente compromissione delle funzioni della valvola ileo cecale e sviluppo di reflussi retrogradi).



Sono, inoltre, da considerarsi fattori di rischio:
  • stress cronico;
  • gestazione;
  • disturbi neurologici;
  • malattie del tessuto connettivo;
  • componenti genetiche;
  • tossine ambientali;
  • dieta ad alto tenore di zuccheri e carboidrati.
SINTOMI DELLA SIFO
I sintomi della SIFO comprendono:
  • gonfiore addominale (o meteorismo);
  • eruttazione;
  • flatulenza;
  • dispepsia;
  • nausea;
  • diarrea;
  • dolore addominali;
  • brain fog (o nebbia mentale).
Questi sintomi non sono, come noto, specifici per la SIFO e possono dunque essere espressione di altre patologie e di un'eccessiva proliferazione di batteri nel piccolo intestino (condizione meglio nota come SIBO che può coesistere con la SIFO).



COME DIAGNOSTICARE LA SIFO
Il protocollo per diagnosticare una sospetta SIFO si fonda su tipologie diverse di accertamenti.
  1. Test di medicina funzionale sugli acidi organici (OAT, Organic Acids Test): esame banale e non invasivo che viene effettuato su un campione di urine al fine di evidenziare eccessive concentrazioni di funghi nell'intestino tenue con conseguente insorgenza di diversi disturbi.
  2. Disbiosi fecal candi test: esame colturale-funzionale volto a stimare i principali indici di crescita batterica nel microbiota umano e identificare lieviti, funghi e candide intestinali
  3. Endoscopia digestiva con prelievo di liquido e successivo esame colturale per l'individuazione di funghi.
  4. Coprocoltura: l'evidenza di candida può essere suggestiva di SIFO, ma la diagnosi si fonda su sospetti ed elementi clinici meritevoli di ulteriori indagini al fine di escludere altre patologie responsabili della sintomatologia.
Le interessanti ricerche attuali sul microbiota intestinale potranno in futuro offrire approcci diagnostici rigorosi e affidalibili.

COME TRATTARE LA SIFO
L'approccio terapeutico a una sospetta SIFO si fonda su trattamenti farmacologici, terapie a base di antifungini e antibatterici naturali, dietoterapia e riduzione dello stress.
  • Trattamenti farmacologici: la medicina tradizionale impiega il flucozanolo come antifungino d'elezione. Il farmaco è da assumersi sotto stretto controllo medico per tre settimane. Non è però cosi semplice come si pensa. Essendoci circa 40 tipologie diverse fra candide, lieviti e muffe, non è detto che il flucanozolo riesca ad essere efficace contro tutte queste specie diverse. Ecco perchè è altamente consigliato rivolgersi a laboratori che effettuino, contemporaneamente alla ricerca di tutte le tipologie di candide esistenti, anche un antimicogramma, in maniera tale da conoscere quale sia il farmaco che vada ad agire precisamente contro quel tipo microrganismo.
  • Terapie a base di antifungini e antibatterici naturali: le sostanze con più alto potere antifungino sono aglio, cipolla, origano, basilico, timo, finocchio e zenzero. L'eccessiva proliferazione di Candida albicans può essere, inoltre, trattata con successo mediante uso di prodotti contenenti cocco. Questo perchè il cocco contiene acidi grassi a catena media, in particolare l’acido laurico, l’acido caprico e l’acido caprilico, che esercitano una forte azione anti-fungina distruggendo i microrganismi nocivi senza alterare la flora batterica intestinale.
  • Dietoterapia: apportare le dovute modifiche al proprio regime alimentare è di primaria importanza nel processo di guarigione. Bisogna assolutamente eliminare tutti gli alimenti zuccherini, cibi eccessivamente lavorati e ortaggi amidacei (l’amido è formato da niente altro che catene di zuccheri). Questo è il passaggio principale: anche la terapia con il farmaco adeguato, se non affiancata ad una dietoterapia specifica e altamente selettiva, non porterà all’eradicazione della candida.
Prediligere, dunque, verdura cotta e con poca quantità di zuccheri, pesce e  carne proveniente da animali non trattati con ormoni e antibiotici (allevati al pascolo). Ovviamente l’acqua non deve mai mancare, arrivando a bere fino a 3,5 - 4 litri al giorno.
È altamente consigliato, come già detto precedentemente l’utilizzo di prodotti contenenti cocco (attenzione al nichel!): olio di cocco, burro di cocco e latte di cocco full-fat.
  • Gestione dello stress e attività fisica: aspetto fondamentale per ridimensionare la proliferazione fungina, ricreare un ambiente antinfiammatorio e promuovere il corretto sviluppo della flora intestinale. In tale contesto, si consiglia di dedicarsi a yoga, meditazione, attività fisica, lettura, danza e ascolto della musica.



CONCLUSIONI E PROSPETTIVE
L'eccessiva proliferazione di funghi nell'intestino tenue si contraddistingue per l'insorgenza di un'ampia varietà di sintomi aspecifici comuni ad altre affezioni. L’approccio diagnostico, attualmente di tipo clinico nella sua essenza, è delicato e deve essere espletato con rigore al fine di escludere eventuali altre patologie che possono simulare la SIFO o coesistere con essa (vedi SIBO). 
La SIFO può essere trattata con successo mediante terapie farmacologiche mirate, opportuna dieta, attività fisica e corretta gestione dello stress. 
Appare ragionevole attendersi, in un futuro non lontano, importanti progressi in ambito diagnostico e terapeutico. L'approccio attuale, basato sostanzialmente su studi clinici e microbiologici, potrà difatti usufruire di metodologie per lo studio di genoma, metaboliti e proteine di microrganismi e funghi intestinali.


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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  9. Christine Maren, The Sneaky Reason For Your Brain Fog & Gut Issues — And How To Fix It


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SIFO: IPERPROLIFERAZIONE FUNGINA DELL'INTESTINO TENUE
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